Non è più accettabile!

In una Roma blindata, a piazza del popolo, oggi 11 aprile si è svolta una breve manifestazione dei medici, degli infermieri e di tutto quel mondo che orbita attorno alla sanità nazionale.
Tante persone che improvvisamente sono passate dallo status di “eroi nazionali” a quello di traditori della professione in quanto, avendo rifiutato l’obbligo vaccinale, hanno ottenuto l’etichetta di No-Vax.
Per noi nulla di nuovo sotto il cielo, tanto siamo abituati ad affrontare la narrativa della classe dominante e la strategia del dividi et impera tanto cara all’élite che ci controlla completamente ormai da anni.
Tante belle persone e tanta energia che sarà utile alla lotta per la liberazione del popolo italiano da questa classe politica che, ormai evidentemente è al servizio di apparati economici potentissimi, ed hanno ceduto loro i diritti di ognuno di noi.
Un messaggio che è passato, secondo noi è completamente scorretto: “Siamo contro l’obbligatorietà di questo vaccino in quanto è sperimentale”. Che significa?! Significa che tra due anni, quando il vaccino sarà stato utilizzato indiscriminatamente su milioni di persone, allora accetteranno l’obbligo? Un paradosso assurdo!
La nostra idea è diversa e per intenderci dobbiamo utilizzare un vecchio slogan molto in voga tra le femministe negli anni 70: Il corpo è mio e lo gestisco io! Non è accettabile nessun obbligo terapeutico o vaccinale, diretto o indiretto, sul corpo di nessun essere umano.
Per questo chiediamo a tutti coloro che hanno manifestato oggi, in qualità di professionisti della salute, di prendere atto che negli anni passati hanno commesso degli errori terribili disconoscendo il giuramento di Ippocrate e partecipando passivamente come strumenti dell’obbligo sui bambini.
Per questo chiediamo agli stessi di partecipare in comunione con altri lavoratori alla manifestazione indetta da #IOAPRO che si terrà sempre a Roma. E’ fondamentale unire le forze di tutti i lavoratori, per contrastare questa deriva autoritaria. E’ necessario che ognuno di noi prenda coscienza che senza un ritorno ai diritti inscritti nella nostra costituzione nessuno di noi, se diviso, potrà sentirsi al sicuro dalla mercificazione di ogni individuo.
La libertà non può essere “collettivizzata” come qualche sinistrato continua a latrare, per altro sostenendo una contraddizione in termini: La libertà, in uno stato, è la somma delle libertà individuali di ognuno di noi.
I diritti costituzionali, di qualsiasi natura, non possono mai ed in nessun caso, essere subordinati l’uno all’altro.
Questo hanno voluto i padri costituenti e questo noi dobbiamo difendere.