Quello che è accaduto ieri a noi ed a Comilva è frutto dell’evidente difficoltà in cui versa oggi il “regime intellettuale” che, per continuare ad imperare, non può lasciare niente al caso ne spazio al libero pensiero.
Ieri 5 gennaio 2021 dopo la pubblicazione sul nostro blog, e la ripubblicazione dello stesso sulla nostra pagina facebook, ci siamo visti espulsi da quest’ultimo: Senza nessuna comunicazione, senza nessun messaggio, senza nessun avviso. Semplicemente la nostra pagina è sparita!
Curiosamente l’articolo “La repubblica delle banNaTe”, che avevamo fatto rimbalzare, parla proprio della pericolosità dei social se usati come strumento per censire il pensiero.
In breve: Gli algoritmi, censiscono i temi scandagliando gli articoli; i fantomatici “fact checkers”, seguendo delle indicazioni, ne valutano la pericolosità; i troll ed i flamers spostano i dibattiti nella direzione a loro utile per far rilevare dagli algoritmi le discussioni. In pratica dei personaggi, non ben definiti, assurgono al ruolo di censori del pensiero, ed in questo, diventano utilissimi al sistema economico.
Tutto questo in barba alla costituzione ed alle leggi dello stato.

La storia insegna e “l’ancien régime”, con i potenti mezzi in suo possesso, può fare dei nostri diritti ciò che vuole ma in questo testo parliamo dei social e del pensiero, pertanto, atteniamoci a ciò che accade nel wild wild web (altro che web).

La digitalizzazione delle informazioni, l’aver affidato il nostro pensiero alla rete, ha ampliato notevolmente la nostra rete di comunicazione ma ha, di fatto, dato in appalto il nostro pensiero a chi può usarlo per creare tendenze e manipolarle a favore di chi può restituirgli il buon servizio. Per dirla con Macchiavelli “fare beneficio a questo ed a quello altro privato, col prestargli danari, maritargli le figliuole, difenderlo dai magistrati e facendogli simili privati favori, i quali si fanno gli uomini partigiani e dànno animo a chi è così favorito di potere corrompere il publico e sforzare le leggi”. Nel 2018 Facebook ha pagato di tasse 2,3 milioni di euro! Secondo voi in Italia la portata economica di Facebook corrisponde ad una cifra così bassa di tasse da pagare?

Ma ci può essere di peggio? Sì!

Conoscete l’obsolescenza programmata dei prodotti? Si tratta di quella metodica che stabilisce in quale momento o dopo quanto tempo un oggetto in vostro possesso si debba rompere. Bene e se questa metodica fosse applicata all’informazione ed al pensiero?

Immaginate: Cosa impedisce alla tecnologia di utilizzare gli stessi algoritmi che ci profilano, scandagliando i nostri post o i nostri articoli, di intercettare le notizie fastidiose decine di giorni dopo la loro pubblicazione e sono diventate parte del nostro bagaglio di informazioni e di modificarle (non cancellarle) per trasformare la memoria digitale nel web? Cosa sarebbe delle notizie riportate nelle testate digitali, fatte rimbalzare nei social, nel caso in cui si scoprisse un giorno che molto di quello che ci raccontano quotidianamente è un falso? Cosa rimarrebbe in possesso della storia e cosa sarebbe utilizzabile dai magistrati che volessero ricostruire gli accadimenti? 

Noi non ci fermeremo ed il vecchio regime, con la sua canea di servi, verrà cancellato. Vogliamo una nuova Norimberga.

Andremo avanti: Sconfitta dopo sconfitta; fino alla vittoria!