• Giugno 3, 2021 3:47 pm

Il blog di SìAMO

La libertà non è un' opinione

La repubblica delle banNaTe

DiEmiliano Gioia

Gen 5, 2021

Il libero pensiero è stato definitivamente appaltato ai social ed essi, oltre ad usare le proprie piattaforme per fare operazioni di profilazione commerciale, le usano per censire il pensiero.
Questa operazione, compiuta da algoritmi, usa come strumento la censura, il silenziamento, fino all’espulsione di coloro che vanno contro il “pensiero utile”. Così, mentre alcuni si crogiolano per l’oblio di altri, i gestori delle idee e delle opinioni, fanno tendenza manipolando le menti di tutti.
Ma cosa sono le “regole”, se non un metodo surrettizio per andare oltre le leggi e cancellare, di fatto, i diritti costituzionalmente riconosciuti?
Chi stabilisce: Chi, come e quando, il pensiero è “illegale”?
Parliamoci chiaro, in epoca di globalizzazione questo problema assume dimensioni mondiali, lo abbiamo visto con le azioni compiute da alcuni social per silenziare il presidente degli Stati Uniti perché dovremmo indignarci noi comuni mortali?
Non c’è un vero perché, visto che i social non sono indispensabili per vivere ma, nella realtà che ci hanno costruito attorno, consapevoli del fatto che la comunicazione è al giorno d’oggi protagonista della vita di ognuno di noi, possiamo certamente arrabbiarci con uno stato che non sa regolamentare, in osservanza dei diritti costituzionali, questi mercanti dei nostri dati.