• Giugno 5, 2021 10:40 am

Il blog di SìAMO

La libertà non è un' opinione

La sanità pubblica non esiste più!

DiEmiliano Gioia

Dic 13, 2020

Nonostante le tante isteriche dichiarazioni sulla nostra sanità pubblica, nessuno tra i tanti politicanti nel paese, racconta come stanno davvero le cose.
La sanità pubblica tutelata dal Servizio Sanitario Nazionale, concepito da Tina Anselmi nel 1978 accogliendo la sfida per l’effettiva attuazione dell’articolo 32 della Costituzione, non esiste più!
Le varie riforme che si sono succedute, hanno di fatto consegnato nelle mani dei privati mercificando la salute dei cittadini, trasformando un diritto costituzionale in un privilegio soggetto a varie speculazioni.

Oggi l’emergenza covid-19 mette in mostra, tutta la fragilità di un sistema così concepito e, senza nessuna possibilità di smentita, è stato complice delle tante morti nel nostro paese.

I medici di base, liberi professionisti convenzionati con il sistema sanitario nazionale sono degli imprenditori di loro stessi e nel loro pieno diritto, non hanno accettato il tentativo di imporre loro da parte delle regioni la gestione a domicilio dei positivi al covid-19:
“Nel prevedere che le Regioni “istituiscono” una unità speciale “ (Usca) per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero”, la citata disposizione rende illegittima l’attribuzione di tale compito ai MMG, che invece dovrebbero occuparsi soltanto dell’assistenza domiciliare ordinaria (non Covid)”. È quanto scrive in una sentenza pubblicata oggi il Tar del Lazio che ha accolto un ricorso presentato dal sindacato Smi che sosteneva come la Regione Lazio con una serie di provvedimenti ha investito i Medici di Medicina Generale di una funzione di assistenza domiciliare ai pazienti Covid del tutto impropria, che per legge (art. 8 D.L. n. 14/2020 ed art. 4-bis D.L. n. 18/2020) dovrebbe spettare unicamente alle Unità Speciali di Continuità Assistenziale, istituite dal legislatore nazionale d’urgenza proprio ed esattamente a questo scopo”.

Cosa avrebbe significato avere il Sistema Sanitario Nazionale, funzionante così come concepito nella legge 23 dicembre 1978, n. 833?

Si sarebbe potuto immediatamente attuare un piano di isolamento domiciliare per i positivi al covid. Si sarebbe potuto attivare un “Triage territoriale”, supportando i medici di base con gli studenti del quarto e quinto anno, visitando le persone con sintomi sospetti presso i loro domicili evitando così di intasare i pronto soccorso.

E questo è quello che vogliamo noi!
Non ci interessa discutere sulle tante paradossali informazioni, che quotidianamente attraverso la televisione entrano nelle abitazioni degli italiani, terrorizzandoli e lasciandoli attoniti di fronte alle assurdità che ascoltano. Ci interessa che questa emergenza sanitaria, invece che essere strumentalizzata per superare ogni limite costituzionale, divenga un esperienza utile a capire che il Sistema Sanitario Nazionale deve essere completamente controllato dal pubblico.

A noi interessa la centralità dell’essere umano, così come riconosciuto dalla nostra costituzione del 1948, ed il suo diritto alla salute.