Come se già non lo sapessimo, questo nuovo scenario serve solo a confermare che ogni guerra ha dei retroscena economici. Solo che questa volta gli Yankee, che da anni imperversano a livello globale, hanno fatto passi più lunghi che rischiano di innescare un ulteriore crisi umanitaria e, oltre alle vittime dirette, indirettamente noi italiani che per primi ne pagheremo le conseguenze.

Nel 2019 gli Usa, dopo 40 anni, sono tornati ad essere una reale potenza petrolifera.

https://www.money.it/stati-uniti-shale-oil-scisto-record-esportatore-netto

Il dramma economico si presenta per via del metodo concessorio statunitense. Il petrolio appartiene al proprietario terriero che può fare valere i propri diritti e chiedere di poter estrarre autonomamente. Per questo molte famiglie texane hanno chiesto ed ottenuto finanziamenti bancari per l’istallazione del proprio personalissimo pozzo, solo che i costi d’estrazione e gli interessi bancari, hanno fatto immediatamente lievitare le spese ed il prezzo che ne è scaturito è risultato nell’immediato fuori mercato. Questo ha rischiato di trasformarsi in una nuova crisi bancaria, se non uguale, molto simile alla crisi del 2008.

https://www.panorama.it/economia/shale-oil-petrolio-made-usa/

Per questo il congresso ha autorizzato l’esportazione di petrolio. Lo stesso petrolio, estratto con la tecnica del freaking (frammentazione di rocce che estrae anche gas) che ha già mostrato i propri nefasti effetti all’epoca del colpo di stato in Ucraina (guarda caso). E che oggi per essere venduto a prezzi competitivi può solo sperare che il prezzo di mercato aumenti.

E come fare?


https://it.euronews.com/2019/12/27/manovre-navali-congiunte-di-iran-russia-e-cina

Beh! Viste le manovre congiunte nell’oceano Indiano, quale miglior obbiettivo dell’Iran?
Ovviamente per destabilizzare i paesi che producono petrolio o gas (vedi Libia o Venezuela) e per non rischiare reazioni ancora più forti non si può pensare di “attaccare” la Cina o la Russia.
Ovviamente però non si possono attaccare più obiettivi contemporaneamente ed impegnare ulteriormente le casse degli Usa, pertanto, strategicamente prima si spostano le bombe atomiche dalla Turchia all’Italia (50 ulteriori testate nucleari nel nostro paese), poi si impegna uno degli alleati maggiori ad intervenire in uno dei paesi in guerra più vicino alle nostre coste.

https://ilmanifesto.it/50-bombe-nucleari-usa-dalla-turchia-ad-aviano/

Nel nostro paese “sinistri” figuri che di rosso, probabilmente, non hanno neanche il sangue nelle vene, svelano il proprio lassismo e tentano di galleggiare su sabbie mobili mediatiche. Né condannano le azioni Usa, ne quelle iraniane.
La destra salviniana si schiera, senza se e senza ma, a favore degli Usa. Potremmo dire chiaramente: Sovranisti col Rolex!
Il ministro degli esteri UEItaliano, il buon Gigino di Maio, piega il capo richiedendo urgenti direttive da Bruxelles.
Rischiamo una guerra devastante a livello economico, umanitario, ambientale, e la politica italiana è in fermento perché non riceve ordini chiari.
Gli statunitensi hanno assassinato un ufficiale iraniano in visita ufficiale in un paese terzo. Gli iraniani, già in fermento politico interno, decidono di reagire innescando una violenta ritorsione.
l’Iraq, stato sovrano con un parlamento ed un governo in carica, vota per far allontanare le truppe straniere dal proprio territorio.
Cosa fare???
Noi di SìAMO chiediamo l’immediato ritiro delle truppe italiane in Iraq perché erano in quel territorio in missione di pace ed in accordo con il governo iracheno. Qualsiasi scelta diversa sarà un disconoscimento della nostra costituzione. Noi abiuriamo la guerra!
E noi esigiamo dal nostro governo una presa di posizione forte affinché quella che è iniziata per interessi economici Usa non si trasformi in una nostra guerra, o peggio, in una guerra mondiale.
Stop War