I medici e gli operatori sanitari italiani comincino a seguire con attenzione il laboratorio greco perché è ciò che li aspetta e ci aspetta.

La polizia antisommossa spara gas lacrimogeni contro i medici ospedalieri che protestano contro la privatizzazione della sanità


Purtroppo anche stavolta i lavoratori della nostra sanità preferiranno cullarsi nei loro ultimi privilegi ripetendo il loro mantra preferito: “mors tua vita mea” non solo a discapito dei loro colleghi greci ma anche verso tutti i nuovi lavoratori del settore, costretti a condizioni e contratti progressivamente peggiorativi, oltre ad un servizio al cittadino sempre meno dignitoso e meno performante in termini sanitari.


Benvenuti nell’epoca del bancarismo, signori! Un epoca in cui l’aggiotaggio finanziario sarà la regola. E sì! Questo è innegabile, ormai è evidente, la Grecia ne è un esempio. Le banche potendo ricevere informazione trasversalmente, gestendo enormi quantità di capitali, possono decidere le sorti di interi sistemi economici. Possono sollevare le sorti di alcuni stati e distruggerne, come nel caso della Grecia, il sistema sanitario per poi affidarlo a delle multinazionali private loro controllate.
I lavoratori di quel settore, di quel paese o del nostro (la sostanza non cambia) guardano al lordo tornaconto personale, a brevissimo termine, per poi ritrovarsi nella stessa condizione.


Cosa vale di più? la vita di donne, uomini, bambini, anziani o il rating di qualche agenzia al soldo, appunto, di qualche banca?
Quale è il limite a cui deve fermarsi la finanza? Se uno stato non fa gli interessi dei propri cittadini, per tutelare gli interessi speculativi di qualche banca di affari, per quale motivo lo si deve rispettare e perché, a quale scopo, esiste?
La Grecia è il nostro passato ed il nostro catastrofico futuro se come cittadini non abbracciamo un sovranismo internazionalista che dia battaglia per mantenere lo “stato di diritto” per ogni persona.

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