Staff SìAMO e Manuela Prascevic

Premessa: l’incidenza del morbillo nelle Isole Samoa negli ultimi anni è stata quasi inesistente, seppure con soglie di copertura mai altissime.
Basti pensare che le statistiche ufficiali parlano di NOVE casi dal 2002 al 2015.

Nell’estate 2018 la morte di due bambini di 12 mesi a pochi minuti dalla inoculazione del vaccino MMR, desta indignazione nella popolazione dell’isola e pronta reazione del governo.
Il primo ministro ha dichiarato pubblicamente vicinanza alle famiglie e il dottor Naseri, direttore generale della salute, ha fatto ritirare il vaccino incriminato e interrotto il programma di vaccinazione fino al completamento delle indagini.

A quel punto si sono mossi gli organi internazionale preposti fra i quali il rappresentante del Pacifico dell’UNICEF, Sheldon Yett che ha ricordato la sicurezza dei vaccini e dichiarato: “Fermare l’immunizzazione sarebbe un disastro per i bambini nel Sud Pacifico e in tutto il mondo. Ha senso fermarsi e fare un’indagine completa per sapere cosa è successo specificamente qui. Ma fermare l’immunizzazione naturalmente sarebbe un approccio molto sbagliato da perseguire qui”

La copertura vaccinale del morbillo è comunque scesa dal 70% del 2017 fino al 31% circa.

Fino a tutto settembre 2019 non si registrano focolai di morbillo e anche il 2018 è stato un anno a zero casi.

Quello che succede da ottobre 2019 è ad oggi poco chiaro.

l’UNICEF dichiara ufficialmente il 28 Novembre di aver consegnato 260 mila dosi di vaccino in quell’area del Pacifico dal PRIMO OTTOBRE per sostenere i governi di Samoa, Figi e Regno di Tonga e arginare l’epidemia di morbillo scoppiata a METÀ NOVEMBRE (?).
Inoltre dichiara:
“La campagna nazionale di vaccinazione contro il morbillo è iniziata il 20 novembre 2019 con siti e squadre di vaccinazione mobili e cabine speciali per vaccini. Dal lancio della campagna, il Ministero della Salute ha vaccinato con successo oltre 33.500 persone sia a Upolu che a Savai’i”.

Pochi giorni prima il dott. Naseri, in conferenza stampa dichiarava:
“A partire da ieri (23 Novembre n.d.r.), l’ultimo rapporto dal Centro Nazionale d’emergenza ha dimostrato che quasi l’80% dei 75 mila residenti destinati ad avere bisogno di vaccinazione hanno ricevuto le loro iniezioni.
Questa quantità comprende 32.743 persone che hanno ricevuto iniezioni prima che la campagna di vaccinazione di massa fosse lanciata mercoledì scorso (20 Novembre n.d.r.).
…il programma di vaccinazione di massa d’altra parte (sempre dal 20 Novembre) ha condotto 24 mila iniezioni di vaccino. E sta continuando”.

PERCHÉ L’UNICEF CHE HA MESSO VACCINI, TENDE E ATTREZZATURE VARIE DICE CHE IL GROSSO DELLE VACCINAZIONI (CIRCA 35 MILA) È STATO EFFETTUATO DAL 20 IN POI MENTRE IL RESPONSABILE DEL GOVERNO DIVIDE LE VACCINAZIONI IN UN PRIMA E UN DOPO DICHIARAZIONE DI STATO DI EMERGENZA?
E SE È VERO QUANTO AFFERMA IL GOVERNO DELLE SAMOA, QUANTO TEMPO PRIMA SONO STATE ESEGUITE PIÙ DI 30 MILA INIEZIONI SENZA UN’EMERGENZA IN ATTO CHE GIUSTIFICA DISPIEGAMENTO DI FORZE E TEMPI LIMITATI?

Ancora oggi si cerca un fantomatico viaggiatore che abbia portato il morbillo in quell’isola epidemiologicamente felice mentre non si accenna affatto alla necessità di tipizzare il virus per definire la sua origine selvaggia o come affermano alcuni l’origine vaccinale con diffusione facilitata dalla carenza di vitamina A della popolazione a causa delle cattive abitudini alimentari.

Ma come se non fosse già abbastanza, c’è un mistero nel mistero.
Il 25 Novembre in conferenza stampa il direttore Naseri parlava di 6000 dosi di vaccino ritirate da una clinica privata per cattiva conservazione e distrutte.
Il giorno stesso e quello successivo un altro portavoce e alcune note del ministero correggevano la cifra in 60 dosi parlando di errori di traduzione e incomprensione della stampa.

La clinica coinvolta nel sequestro, gestita da tre infermiere e accusata di non avere l’autorizzazione di somministrare vaccini, oltre che di far pagare la prestazione che doveva essere gratuita.

June Scanlan Lui, Latama Asovale Peteru e Alamoeaia Taaseu le tre infermiere sotto l’occhio del ciclone hanno rilasciato una dichiarazione in risposta alle affermazioni del ministero su di loro:

“Assicuriamo al pubblico e ai nostri clienti a cui abbiamo somministrato vaccinazioni nelle ultime tre settimane che le vaccinazioni da noi fornite soddisfano gli standard e i protocolli attuali sia del Ministero della Salute che dell’UNICEF”, si legge nella nota.

“La nostra clinica si è incontrata e continuerà a soddisfare gli standard e i protocolli universali per la conservazione e la somministrazione delle vaccinazioni”.

Le infermiere negano di aver rubato qualsiasi vaccino e sostengono che i vaccini somministrati dalla loro clinica sono stati emessi dal Ministero della Salute dal 13 ottobre, per aiutare con la campagna di vaccinazione di massa.

La clinica rimane aperta per i suoi servizi regolari, che costano $ 30 per consultazione.

Quella tassa veniva anche addebitata alle persone in cerca di vaccinazione, ma gli infermieri affermano che la tassa è solo la tassa di consultazione e non copre i costi di vaccinazione.

La dichiarazione respinge anche la dichiarazione del Ministero della Salute secondo cui solo i vaccinatori certificati possono somministrare vaccini.

“Per quanto riguarda la fornitura di vaccinazioni, questo è uno dei compiti di base che un’infermiera registrata nelle Samoa può amministrare e il suo è un servizio infermieristico professionale riconosciuto a livello internazionale che gli infermieri sono qualificati per fornire.”

Nel loro comunicato stampa, il Ministero della Salute afferma che: “la vaccinazione è un servizio sanitario altamente regolamentato, che deve rispettare vari processi di qualità della sicurezza … uno dei requisiti include un vaccinatore certificato per amministrare i vaccini”.

Ma in contraddizione con il Ministero, un eminente medico di medicina generale ha affermato che questo non sembra essere il caso di Samoa come all’estero.

Il presidente dell’Associazione dei medici di medicina generale Le Mamaea, il dott. Limbo Fiu, a differenza della Nuova Zelanda o di altri paesi, non è stato richiesto agli infermieri delle Samoa di disporre di ulteriori certificazioni per la somministrazione dei vaccini.

“Oltremare, medici, infermieri e persino farmacie [vaccinare]”, ha detto. “Finché sei certificato per farlo, ma non siamo stati a quel livello.”

ANCHE IN QUESTE DICHIARAZIONI UFFICIALI FATTE ATTRAVERSO IL LORO AVVOCATO, LE TRE INFERMIERE SMENTISCONO L’UNICEF PARLANDO DI CAMPAGNA DI VACCINAZIONE DI MASSA DEL 13 OTTOBRE, BEN PRIMA DEL 2O NOVEMBRE CHIAMATO IN CAUSA DALL’ORGANISMO INTERNAZIONALE.

Cosa sia realmente successo nelle Isole Samoa ad oggi non è possibile saperlo ma sappiamo di certo che è in atto una campagna definita da più parti “militare” con vessilli rossi di segnalazione che evocano pagine deprecabili dell’umanità e la solita propaganda contro i pericolosissimi no-vax con tanto di arresto senza capi di imputazione di un benefattore che girava le isole regalando vitamina A e consigli sulla gestione della malattia presi dall’ OMS.


Fonti

https://reliefweb.int/disaster/ep-2019-000139-wsm

https://www.sbs.com.au/news/samoa-measles-epidemic-authorities-forced-to-destroy-vaccines-as-death-toll-hits-32

https://www.who.int/westernpacific/about/how-we-work/pacific-support/news/detail/11-07-2018-world-health-organization-and-unicef-pacific-statement-on-the-deaths-of-two-children-in-samoa-after-mmr-vaccine

https://www.unicef.org/pacificislands/press-releases/news-note-1-pacific-measles-outbreak

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2750179441679727&id=900088560022167

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2771508376213500&id=900088560022167

https://www.google.com/search?ie=UTF-8&client=ms-android-samsung-ga-rev1&source=android-browser&q=samoa+60+6.000+vaccines

https://www.samoaobserver.ws/category/samoa/53898

https://www.unicef.org/press-releases/unicef-delivers-over-260000-vaccines-and-medical-supplies-fight-measles-outbreaks