Alla politica degli opposti bisogna rispondere con la politica delle proposte, delle idee, della rivoluzionaria posizione di un Popolo stanco, quando decide di essere partecipe e di togliere spazio ai circhi mediatici che oggi sono tanto cari ad una “politica” elettoralistica per i partiti, in quanto accentratori di potere, che di utile per la società non ha davvero niente.

Il rigetto della “politica” attuale dev’essere la reazione di un organismo sano!

Per questo ben vengano (sempre) le iniziative di piazza, ma non come contenitori privi di contenuti.

Ben vengano i girotondini del terzo millennio, se nel loro girare non concludano la filastrocca con un sonoro “tutti giù per terra” per poi dissolversi nel nulla.

È comprensibile che il Popolo si affidi immaginifici movimenti, perché stanco di esternazioni illiberali di una parte dicotomica, antieuropeista ma non troppo, per la sovranità ma non troppo, filorussa solo un pochino, per la libertà di scelta terapeutica, forse.

È però altrettanto comprensibile il rischio che, quello stesso Popolo, si lasci strumentalizzare da sinistri personaggi, che lasci campo libero a quegli stessi partiti che hanno distrutto il paese (nessuno escluso).

E sì! Di questo si tratta: se silenzi una parte politica, se avalli certe politiche autoritarie, se deleghi la politica stai facendo il gioco di quella parte politica che ha contribuito alla distruzione della società, all’azzeramento dei diritti dei lavoratori, all’immorale uso della sanità per fini speculativi, alla limitazione delle libertà, compresa quella di scelta.

Se dobbiamo scegliere un finale, che sia “LIBERI TUTTI!”