Quando la politica mette in secondo piano le esigenze dei cittadini per cui opera, significa che ha abdicato la propria funzione o è al servizio di qualcun’altro.

Sono mesi che diciamo che L’Ilva deve essere rilevata dallo stato attraverso cassa disposti e prestiti, riconvertita, e messa a disposizione della collettività.
Il “guadagno” economico ed in posti di lavoro non potrà mai, neanche lontanamente, avvicinarsi a quanto ha pagato Taranto, quanto paga tutt’oggi, in morti, salute e danni all’ambiente. Anche economicamente è imbarazzante sentirne parlare, perché i costi che la nazione paga sono enormemente superiori agli introiti.
Ancora oggi un incidente che, solo fortuitamente, non ha causato vittime.

Quanto ancora dovremo aspettare affinché nel nostro paese al centro delle scelte ci sia la salute del territorio e dei cittadini?

Il piano esiste: riconversione, scivolo pensionistico per i più anziani, ricollocazione dei più giovani in strutture per la riqualificazione e assunzione stabile per quello che per noi deve diventare il più grande impianto per il riciclo dei rifiuti in Italia.

Il resto sono chiacchiere da affaristi e mai da statisti!