Il buon “castaway” Di Battista, dal suo “esilio dorato”, richiama il movimento 5 stelle all’ordine: “la tav, il tap, non si devono fare”. Continua con tono da condottiero: “noi siamo il movimento”, mica micio micio bau bau, direi, se non avessi un idea precisa di quello che sta accadendo. Succede che le “distrazioni”, di cui parla lo stesso Di Battista sul suo videocomunicato, sono proprio queste. Succede che uno alza la palla (Salvini), l’altro schiaccia, consapevole di giocare un amichevole, in campo neutro, senza pubblico presente (se non da casa). Succede che, mentre Tria avverte che ci sarà una nuova manovra da venti miliardi di euro, noi attaccati alla tv beviamo di flat tax e redditi di cittadinanza. Come se smantellare il tessuto lavorativo dell’artigianato fosse la normalità, perché questo produrrà la flat tax; come se il reddito di cittadinanza, l’obolo con il quale i cittadini verranno ridotti allo status di sudditi, di questo si tratta; fossero cose normali. E tutto questo dopo non aver fatto reintrodurre l’articolo 18, senza troppi giri di parole, senza nessun eco mediatico. Il nulla.

Se un futuro ci sarà, ci vedrà tutti schiavi, ancora più di oggi. Siate almeno degli schiavi consapevoli.

L’unica strada per svincolarci da questa situazione, è irta e piena di sacrifici, non economici; sacrifici fisici, fatti di tempo da spendere per infiltrare le istituzioni di ogni ordine e grado e riportare lo stato nelle mani del popolo.

18… 18… 18…