Dopo quattro giorni di “crisi di governo” che hanno fatto ballare i mercati, ed il nostro paese, in un modo devastante, il governo “s’ha da fare”.

Il teatrino volge al termine? Sembra di si. Il rischio grosso è che potrebbe trasformarsi in tragedia per noi. Sostituire Savona era “indispensabile”, tanto da far rischiare al paese un governo tecnico e lasciarlo in balia dei mercati e della troika, ed invece no.

Evidentemente non serviva impuntarsi ed è altrettanto evidente che, seppur accettabile per il presidente della repubblica, il futuro presidente del MEF era impresentabile al paese, in prima battuta.

Non c’è differenza? Altro che! Se questo governo avrà la fiducia, il nuovo Ministro dell’economia e delle Finanze sarà Giovanni Tria:

“Come ho sostenuto da oltre un decennio e non da solo, ritengo che in Italia si debba riequilibrare il peso relativo delle imposte dirette e di quelle indirette spostando gettito dalle prime alle seconde”

In pratica un aumento dell’ IVA per il “progetto” flat tax, o meglio, togliere a tutti per rimpinguare le casse delle aziende ed incentivare gli investimenti. Ma… c’è sempre un ma. Quando le piccole aziende, gli artigiani, i negozianti, acquisteranno i prodotti nel mercato interno, avendo un IVA più alta, non pagheranno di più? Le aziende più grandi, avendo maggiori possibilità economiche, anche grazie alla flat tax, non acquisteranno grandi quantitativi solo dal mercato esterno, per non pagare un IVA troppo alta?

E la cosa positiva per il futuro governo giallo/verde sarà: “Se avessimo potuto”, “se avessimo saputo”, “se avessimo la possibilità”.

Avremo al MEF un nuovo ministro liberista e chi governa il paese avrà nuovamente la possibilità di dire “non è colpa nostra è colpa sua, d’altronde ce lo chiede l’europa”

Per chi suona la campana?