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Il blog di SìAMO

La libertà non è un' opinione

Un paese in crisi non svende.

DiEmiliano Gioia

Mag 8, 2018

Nel paese dei paradossi, ogni giorno si leggono notizie inquietanti, lo stato dopo aver aperto ampiamente alle privatizzazione, abbandonando implicitamente l’idea di “piena occupazione”, consente alle stesse aziende, che prima erano considerate parte fondamentale degli asset strategici, di aprirsi ai mercati esteri.

“Preghiamo!”… In questi giorni si leggono notizie stupefacenti, addirittura Cassa deposito e prestiti che è per l’82,77% controllata dal ministero dell’economia e delle finanze (non si capisce perché non il 100%) partecipando economicamente, investendo in società con quotazioni internazionali, si espone al controllo di investitori esteri, come? Esempio (…ma io non sono certamente un economista): Funziona come nelle barzellette “C’erano un tedesco, un francese, un inglese, un americano ed un italiano, nel 2015 investono 100 euro per’uno, nel 2016 investono 100 euro per’uno, nel 2017 dopo un intensa discussione decidono di investire 250 euro per uno, nel 2018 il tedesco, il francese e l’americano, senza l’inglese che ormai ha capito la mal parata e se ne è andato, decidono di investire 500 euro ognuno, l’italiano prova a dire <ma noi come facciamo? Non possiamo esporci così tanto> e gli altri fanno notare che può fare come l’inglese ed andarsene, rimettendoci i 450 euro investiti precedentemente, oppure…”

Stupido come ragionamento vero? Si, probabilmente si, ma la preoccupazione permane, soprattutto se si considera che Cdp controlla per intero molte società, le poche rimaste, italiane ed ha fortissime esposizioni come controllore di altri asset strategici, tra le più conosciute Poste Italiane, Eni, etc. (grafico ufficiale)

“Preghiamo!”