Il programma

1. Abrogazione L.119/2017.

La legge 119/2017 in materia di prevenzione vaccinale tocca un aspetto fondamentale della vita di tutti noi e dei nostri figli. Il fulcro della legge riguarda un’obbligatorietà che passa da 4 vaccinazioni a 10. Quindi la parola chiave è proprio “OBBLIGATORIETA’”.

Molte delle perplessità su questo termine nascono da tutte quelle reazioni avverse, ben dettagliate nei diversi bugiardini dei farmaci usati per la pratica vaccinale, ma anche dalla conferma dell’istituzione da parte dello Stato di un fondo per il risarcimento di danni derivanti proprio dalle vaccinazioni.

Le reazioni avverse ai vaccini quindi sono elementi che non possono essere trascurati e devono essere monitorati e valutati costantemente.

PERCHÈ DOVE C’È UN RISCHIO CI DEVE ESSERE UNA POSSIBILITA’ DI SCELTA.

Scelta,ovviamente, consapevole e ben ponderata derivante da informazioni e pratiche scientifiche che non possono essere uguali per tutti. Ogni individuo, sia esso un bambino o un adulto, ha una sua storia e un’anamnesi personale a cui si deve fare attenzione: vaccinarsi senza sapere di essere allergici anche solo ad un componente del vaccino, per esempio, comporta rischi a cui tutti, senza saperlo, saremmo sottoposti.

Quindi, avere dei dubbi, fare delle domande sulla sicurezza dei vaccini e allo stesso tempo confrontarsi con specialisti sia dell’una che dell’altra parte per avere risposte chiare e convincenti in merito, non è essere antivaccinisti.

Non c’è scienza senza dubbio… La scienza nasce proprio, Galileo ed altri ne sono un esempio, perché l’uomo si pone delle domande e cerca risposte sperimentando. C’è un mondo fatto di ricercatori, medici, immunologi che, con dati e ricerche cliniche basate su documentazioni e studi, si oppongono a quella che è la logica di una scienza di routine.

Faremo da scudo quindi, con tutte le nostre forze, a tutto ciò che guarda solo alle logiche di mercato e alle lobby farmaceutiche che sono legate esclusivamente al profitto.

Non vaccinare non significa affatto rifiutare terapie o trattamenti che la medicina è riuscita a sviluppare nel tempo, ma vuol dire vedere i vaccini e valutarli al pari di tutti gli altri farmaci con tutti i vantaggi, svantaggi e modalità di somministrazione.

Fino a quando in un Paese civile e democratico esisterà la possibilità anche minima che si verifichino eventi avversi in seguito alle vaccinazioni, nessuno dovrebbe essere costretto ad affrontare un rischio scelto, fra l’altro, da altri per lui.

2. Riaffermazione dell’esercizio delle libertà fondamentali: parola, istruzione, salute, arti.

L'origine del concetto e della pratica della libertà di parola risale all'antica Grecia, in particolare nellepolis con regime democratico, dove veniva chiamata col termine parresia (dovere morale di dire la verità) (gr.παρρησία), la facoltà che i cittadini (di condizione libera) avevano di esprimere liberamente la loro opinione durante le assemblee pubbliche che si svolgevano nell’agorà. Riaffermare l’esercizio delle diverse libertà a partire da quelle fondamentali di parola, istruzione, salute, così come descritto anche nelle diverse Costituzioni e Carte dei diritti di tutto il mondo, è fondamentale.

Alcuni esempi:

Art. 27 Costituzione:

"Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici" .

"Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore" .

Art. 1 della DUDDUU:

"Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona".

Art. 3 della Costituzione:

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

Art. 19 Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo:

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Non dimentichiamoci, poi, il diritto fondamentale all’istruzione garantito dalla Convenzione Internazionale dei diritti dell’Infanzia che proprio con il decreto 119/2017 viene leso nella parte più profonda. Educare, istruire i bambini è fondamentale perché indispensabile a garantire loro una vita migliore, nessuno escluso.

Non tralasciamo nemmeno il diritto alla salute disciplinato dall’art. 32 della Costituzione, secondo il quale: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Cosa quest’ultima che purtroppo viene lesa, di nuovo, dalla legge 119/2017.

Un altro capitolo da trattare è l’abrogazione di tutti quegli ordini, medici, notai, avvocati etc.. per far in modo che le leggi dello Stato, la meritocrazia, ma soprattutto il consenso degli utenti, debbano essere l’unico parametro di valutazione dei professionisti.

3. Restituzione della sovranità al popolo attraverso forme di partecipazione strutturata ai processi decisionali e legislativi.

La Costituzione della Repubblica Italiana è la legge fondamentale dello Stato italiano approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre seguente. Fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 298, edizione straordinaria, dello stesso giorno, ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948. Consta di 139 articoli e di 18 disposizioni transitorie e finali. È quindi al vertice della gerarchia delle fonti nell'ordinamento giuridico della Repubblica.

Dal 1993 purtroppo il sistema proporzionale secco, descritto nella Costituzione, è andato a scemare lasciando il posto ad un bipolarismo che non ha prodotto buoni risultati. Se è vero che con il sistema elettorale sopra citato si andrebbe ad una frammentazione del voto, è anche vero che questo può essere l’unico modo per far sì che tutti i cittadini vengano rappresentati equamente. Ogni categoria di persone ha esigenze e caratteristiche che la distinguono e sicuramente quelle esigenze sono diverse le une dalle altre.

Un fruttivendolo non può avere gli stessi rappresentati di un metalmeccanico, così come un notaio non può averle rispetto ad un medico. Nel tempo, con il bipolarismo si sono creati due fronti che non sono riusciti a tutelare con il loro modus operandi tutti i votanti. Questo ha fatto sì che la gente perdesse fiducia nella classe politica e che non si sentisse più rappresentata da essa, assistendo ad uno scenario senza eguali. Da qui al tracollo dell’affluenza alle urne è stato un attimo.

E LA FIDUCIA NELLA CLASSE POLITICA ORMAI HA AVUTO IL SUO DECLINO.

L’obiettivo del movimento è quello di tornare ad un sistema elettorale proporzionale secco per far in modo che il popolo italiano abbia le proprie rappresentanze in Parlamento.

4. Riacquisizione della sovranità alimentare attraverso il sostegno all’agricoltura biologica e naturale.

L’uomo, fin dai tempi più lontani, ha ricevuto dalla terra l’unica fonte di vita fondamentale per la sua crescita ed evoluzione.
Il cibo come l’acqua sono gli elementi a cui il nostro organismo ogni giorno attinge e quindi, di conseguenza, riescono ad influenzare la nostra salute e il nostro modo di vivere e di pensare.

”Noi siamo quello che mangiamo”. Ad asserirlo il filosofo tedesco Feuerbach, secondo cui:

"la fame e la sete abbattono non solo il vigore fisico ma anche quello spirituale e morale dell’uomo, lo privano della sua umanità, della sua intelligenza e della conoscenza".

“Per migliorare le condizioni spirituali di un popolo bisogna anzitutto migliorarne le condizioni materiali”. Per pensare meglio dobbiamo quindi alimentarci meglio.

“La teoria degli alimenti è di grande importanza etica e politica. I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello; in materia di pensieri e sentimenti. L’alimento umano è il fondamento della cultura e del sentimento. Se volete far migliorare il popolo - sosteneva Feuerbach -  dategli un’alimentazione migliore.

Il movimento quindi mette in primo piano l’uomo nella sua sfera più intima e delicata, quella della salute appunto, sostenendo un agricoltura naturale e biologica cercando di ripartire dalle piccole imprese di produzione nazionale. L’Italia terra di grano, per esempio, non deve più essere costretta ad acquistarlo all’estero perdendo così quella genuinità nazionale che è sempre stata tipica del nostro paese. Vogliamo tornare a decidere sulla nostra produzione agricola svincolandoci dagli obblighi dei vari trattati, guadagnandone sicuramente sulla qualità dei prodotti che poi andremo a mangiare e sulla nostra salute.

5. Messa in sicurezza idrogeologica del territorio.

Ogni anno assistiamo all’avvicendarsi di fenomeni talvolta catastrofici dovuti a condizioni meteo avverse che provocano alluvioni, frane, colate di fango, terremoti etc… e ogni volta si ripropone il tema della messa in sicurezza del territorio. Tema oramai a lungo discusso fra promesse elettorali, conti da far quadrare, burocrazia da arginare.

La messa in sicurezza del territorio, soprattutto quella idrogeologica, essendo il nostro paese ricco di fiumi e quindi di acqua, è uno dei punti crociali del nostro programma.

L’Italia purtroppo è stata per troppo tempo stuprata dalla cementificazione e da scelte, talvolta politiche, che l’ha resa ormai terra di nessuno. Riorganizzare il territorio creando una nuova rete burocratica veloce e snella partendo dalla ricostruzione di tutti quei territori sinistrati, valorizzando il patrimonio paesaggistico, culturale e architettonico, con un programma nazionale di Piccole Opere, utili a sbloccare situazioni critiche per lo sviluppo creando così un aumento i posti di lavoro, è uno degli obbiettivi su cui lavorare sodo.

Ovvio che quando si parla di rispetto per il territorio non può mancare anche un programma ben delineato di bonifica dell’inquinamento territoriale e ambientale con nuove norme per le politiche produttive e per il ciclo dei rifiuti allargando la prospettiva a nuovi posti di lavoro che si verrebbero a creare.

È nostro compito, infine, un piano di investimenti nazionali per la messa in sicurezza dei territori rimuovendo il pareggio di bilancio per le regioni, comuni ed enti locali.

6. Bonifica dell’inquinamento territoriale e ambientale.

Ogni anno assistiamo all’avvicendarsi di fenomeni talvolta catastrofici dovuti a condizioni meteo avverse che provocano alluvioni, frane, colate di fango, terremoti etc… e ogni volta si ripropone il tema della messa in sicurezza del territorio. Tema oramai a lungo discusso fra promesse elettorali, conti da far quadrare, burocrazia da arginare.

La messa in sicurezza del territorio, soprattutto quella idrogeologica, essendo il nostro paese ricco di fiumi e quindi di acqua, è uno dei punti crociali del nostro programma.

L’Italia purtroppo è stata per troppo tempo stuprata dalla cementificazione e da scelte, talvolta politiche, che l’ha resa ormai terra di nessuno. Riorganizzare il territorio creando una nuova rete burocratica veloce e snella partendo dalla ricostruzione di tutti quei territori sinistrati, valorizzando il patrimonio paesaggistico, culturale e architettonico, con un programma nazionale di Piccole Opere, utili a sbloccare situazioni critiche per lo sviluppo creando così un aumento i posti di lavoro, è uno degli obbiettivi su cui lavorare sodo.

Ovvio che quando si parla di rispetto per il territorio non può mancare anche un programma ben delineato di bonifica dell’inquinamento territoriale e ambientale con nuove norme per le politiche produttive e per il ciclo dei rifiuti allargando la prospettiva a nuovi posti di lavoro che si verrebbero a creare.

È nostro compito, infine, un piano di investimenti nazionali per la messa in sicurezza dei territori rimuovendo il pareggio di bilancio per le regioni, comuni ed enti locali.

7. Ricostruzione integrale dei territori sinistrati con valorizzazione del patrimonio paesaggistico e architettonico: programma nazionale di Piccole Opere Utili.

Ogni anno assistiamo all’avvicendarsi di fenomeni talvolta catastrofici dovuti a condizioni meteo avverse che provocano alluvioni, frane, colate di fango, terremoti etc… e ogni volta si ripropone il tema della messa in sicurezza del territorio. Tema oramai a lungo discusso fra promesse elettorali, conti da far quadrare, burocrazia da arginare.

La messa in sicurezza del territorio, soprattutto quella idrogeologica, essendo il nostro paese ricco di fiumi e quindi di acqua, è uno dei punti crociali del nostro programma.

L’Italia purtroppo è stata per troppo tempo stuprata dalla cementificazione e da scelte, talvolta politiche, che l’ha resa ormai terra di nessuno. Riorganizzare il territorio creando una nuova rete burocratica veloce e snella partendo dalla ricostruzione di tutti quei territori sinistrati, valorizzando il patrimonio paesaggistico, culturale e architettonico, con un programma nazionale di Piccole Opere, utili a sbloccare situazioni critiche per lo sviluppo creando così un aumento i posti di lavoro, è uno degli obbiettivi su cui lavorare sodo.

Ovvio che quando si parla di rispetto per il territorio non può mancare anche un programma ben delineato di bonifica dell’inquinamento territoriale e ambientale con nuove norme per le politiche produttive e per il ciclo dei rifiuti allargando la prospettiva a nuovi posti di lavoro che si verrebbero a creare.

È nostro compito, infine, un piano di investimenti nazionali per la messa in sicurezza dei territori rimuovendo il pareggio di bilancio per le regioni, comuni ed enti locali.

8. Rinazionalizzazione della Banca d’Italia.

La Banca d’Italia (o Bankitalia) è la banca centrale della Repubblica italiana istituita nel 1893. È un istituto di diritto pubblico, regolato da norme nazionali ed europee. È parte integrante dell’Eurosistema, composto dalle banche centrali nazionali dell’area Euro e dalla BCE. Il suo scopo è quello di mantenere la stabilità dei prezzi e la stabilità e l’efficienza del sistema finanziario, in attuazione del principio della tutela del risparmio sancito dal’articolo 47 della Costituzione.

La Banca d’Italia è anche l’autorità nazionale competente nell'ambito del Meccanismo di vigilanza unico (Single Supervisory Mechanism, SSM) sulle banche. In qualità di autorità nazionale di risoluzione delle crisi, la Banca svolge compiti di istruttoria e operativi nell’ambito del Meccanismo di risoluzione unico europeo delle banche in crisi, con l’obiettivo di preservare la stabilità finanziaria dell’area dell’Euro.

Gestisce le riserve valutarie proprie; gestisce, inoltre, una quota-parte di quelle della BCE; è responsabile della produzione delle banconote in Euro, in base alla quota definita nell’ambito dell’Eurosistema, della gestione della circolazione e dell'azione di contrasto alla contraffazione; promuove il regolare funzionamento del sistema dei pagamenti attraverso la gestione diretta dei principali circuiti ed esercitando poteri di indirizzo, regolamentazione e controllo propri della funzione di sorveglianza; espleta servizi per conto dello Stato quale gestore dei compiti di tesoreria, per gli incassi e pagamenti del settore pubblico, nel comparto del debito pubblico, nell’attività di contrasto dell’usura.

La sede centrale è a Palazzo Koch in Via Nazionale a Roma e la rete territoriale è articolata in 39 filiali, di cui 20 sono insediate nei capoluoghi regionali. Visti i diversi giochi di potere ed economici che si sono susseguiti nel tempo, proprio perché si parla di denaro e là dove c’è odore di soldi si verificano i giochi più strani, il nostro intento, come movimento, è quello di rinazionalizzare la nostra banca nazionale così come era fin dal 1981 in comunione con il Ministero del Tesoro, in modo che il paese ritorni ad essere una risorsa fondamentale rendendoci meno sudditi e più indipendenti.

Quindi rinazionalizzare la Banca d’Italia vorrebbe dire rigestire le risorse del paese in modo autonomo e questo sarebbe ossigeno puro anche per la nostra economia, disastrata dalle multinazionali.

9. Denuncia del debito illegittimo.

Per parlare di debito illegittimo facciamo un esempio che rende bene l’idea di come le cifre salgono a dismisura senza motivi particolari.

Prendiamo la banconota da 100 Euro. Chi l’ha stampata ha speso 0,30 centesimi di Euro per crearla e l’ha affittata allo stato a 100 Euro + il 2,5% di interesse. Il valore 100 che si legge negli angoli si chiama valore nominale o di facciata. Il costo di creazione (inchiostro, carta etc…) si chiama valore intrinseco. La differenza fra questi due valori si chiama SIGNORAGGIO. La Banca Centrale Europea guadagna Euro 102,20 per ogni banconota emessa (100+2,5%-0,30). Quando lo Stato deve restituire queste banconote, quindi, cosa accade? Noi paghiamo le tasse per restituire queste banconote al legittimo proprietario: BCE, BANKITALIA, FEDERAL RESERVE… Tutte banche private.

Se pensiamo a questi meccanismi ci rendiamo conto che il nostro debito quindi è stato ampiamente ripagato. Quello che paghiamo ogni anno sono gli interessi sugli interessi e questo è un gioco perverso e sproporzionato, utile solo ad assoggettare le nazioni con la complicità delle classi dirigenti, a certe corporazioni sovrannazionali, i nostri creditori del debito pubblico insomma, se vogliamo dirla tutta.

È per questo che vogliamo dire basta ad un sistema che ha svenduto il nostro paese, facendolo morire pian piano.

10. Rinazionalizzazione degli asset strategici: energia, acqua, telecomunicazioni, trasporti.

Uno dei punti più sostanziali del programma è proprio la rinazionalizzazione di tutti gli asset strategici, dall’acqua ai trasporti passando per l’energia, il gas e i rifiuti.

Molti paesi già da anni hanno guardato di buon occhio questo ritorno al passato per le diverse “utility”. Questi processi virtuosi decisi e intrapresi da alcuni governi, togliendo i profitti alle grandi aziende, hanno visto una diminuzione radicale delle tariffe stimolando i consumi e lasciando denaro nei portafogli delle famiglie. Questa mossa sarebbe una tattica economica che dirotterebbe le risorse verso il risparmio e non verso il consumo.

Tutto questo, con i benefici che ne seguirebbero, andrebbe nella direzione diametralmente opposta a quelle politiche intraprese fino ad oggi, dove si è visto (s)vendere le aziende energetiche, e non, per racimolare denaro a tutti i costi pur di mantenere in piedi uno Stato ampiamente già fallito per colpa delle folli politiche all’Italia dalla Ue a trazione tedesca.

Lo Stato non può e non deve delegare le proprie responsabilità a dei privati ponendo di fatto sotto il controllo indiretto di altre nazioni il nostro paese. Paese che con questo meccanismo, cosa gravissima, mette a repentaglio posti di lavoro e soccombe ad altre realtà che ne pilotano le sorti.

11. Diritto alla casa.

l diritto alla casa è un diritto inalienabile e riconosciuto dalla nostra Costituzione, oltre che nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e nella Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali art. 31 e nel Trattato di Lisbona art. 34.3.

Uno spazio abitativo adeguato alle esigenze della persona e della famiglia è correlato a quei principi di dignità e di uguaglianza, che sono valori fondamentali del nostro paese. La carta Costituzionale considera il diritto all’abitazione un diritto sociale ed inviolabile facendo emergere, quindi un dovere, da parte dello Stato che è richiamato anche dall’art.2 della Costituzione.

Lo Stato non può adagiarsi e agire solo per quei “palazzinari” che navigano nelle istituzioni bloccando qualsiasi piano per la costruzione di case popolari sia per i propri interessi che per quelli delle banche d’affari nazionali o estere. Ogni individuo ha diritto ad una casa e nessuno da tale mancanza ne deve essere penalizzato.

12. Abrogazione Legge 107 e aumento delle risorse da destinare alla scuola.

La legge sulla Buona scuola della Ministra Fedeli è la famosa 107/2015, e la sua approvazione ha creato non pochi problemi.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 16 maggio 2017 sono stati pubblicati gli 8 decreti attuativi della Legge 13 luglio 2015, n. 107.

I decreti in oggetto riguardano:

Ognuno di questi decreti ha creato falle in un sistema che aveva bisogno di altro ossigeno.

Dalla contemplazione delle prove Invalsi alla non reintroduzione degli organi collegiali, al numero elevato di alunni per classe, all’alternanza scuola – lavoro. Occorre una legge nazionale dove si possa costruire il futuro dei nostri figli con basi solide, didatticamente e pedagogicamente mirate alla valorizzazione dell’individuo.

Considerando il calo numerico degli alunni e la richiesta crescente del numero degli insegnanti di sostegno, la scuola deve rivedere le sue prospettive valorizzando e aiutando i ragazzi sotto tutti gli aspetti, siano essi didattici o pedagogici, utilizzando ogni strumento idoneo che deve esserle messo a disposizione senza se o ma.

Ovvio poi che non può mancare l’aumento delle risorse da destinare all’ambito scolastico per la ristrutturazione delle scuole statali, che purtroppo molto spesso versano in condizioni a dir poco critiche e che, in qualche frangente, hanno messo a repentaglio la vita dei nostri figli.

13. Sostegno al riassetto del SSN attraverso una politica sanitaria di valorizzazione delle risorse, integrazione del personale sanitario mancante, formazione innovativa. Politiche sanitarie puntate alla prevenzione primaria (ambiente, lavoro, stili di vita), case di maternità, case della salute.

La salute è il bene più prezioso che l’essere umano ha, e proprio per questo il cattivo uso del SSN ha evidenziato il bisogno di un suo riordino.

Il piano nazionale, finanziato da un apposito fondo, prevede ad oggi questo tipo di assetto: le USL (unità sanitarie locali), ospedali e presidi multizonali di igiene e prevenzione vengono strutturati come aziende a carattere regionale. Sotto il profilo sociale, la partecipazione dei cittadini viene garantita attraverso forme di volontariato. Sotto l’aspetto giuridico viene definito un nuovo stato giuridico sia del personale che della dirigenza. Questo riassetto, però, non ha affrontato seriamente due problemi fondamentali quali la crescente domanda e l’enorme rialzo delle spese generali e amministrative, senza considerare la mancanza di organi che ne controllino la gestione.

Attraverso una politica sanitaria di valorizzazione delle risorse, integrazione del personale sanitario mancante e una formazione innovativa con l’attuazione di politiche che puntino alla prevenzione primaria quale ambiente, lavoro, stili di vita, case di maternità, case della salute, si vorrebbe dare un sostegno ed un nuovo riassetto al SSN.

SSN che incoraggi la ricerca nell’ambito della nuova medicina, supportata dalle scoperte della fisica e della biologia molecolare dando spazio ai nostri giovani, che molto spesso sfuggono a questo paese perché non valorizzati e premiati.

14. Incoraggiamento alla ricerca nell’ambito della nuova medicina supportata dalle scoperte della fisica e della biologia molecolare.

I governi passati, con le loro politiche, hanno creato un trasbordo della forza lavoro, delle capacità produttive e degli interessi collettivi alle grandi multinazionali, che hanno contribuito allo sfruttamento della manovalanza con contratti fantasiosi che riducono il compenso e non tengono conto delle capacità, del talento individuale, della creatività del lavoratore.

Tutto questo accompagnato da una minor attenzione alla sicurezza sui luoghi di lavoro, a minor garanzie previdenziali e ad una mancanza di stabilità. Uno Stato che delega l’obiettivo “Piena Occupazione” ai privati non può e non deve essere considerato uno Stato civile. Il ripristino delle azioni di tutela e garanzia in tutto l’ambito lavorativo sono una questione fondamentale.

Il progresso ci dà la possibilità di migliorare la produttività senza incappare nel concetto di competitività, utilizzando quello per cui il popolo Italiano è conosciuto nel mondo: la creatività. Per questo crediamo di dover tornare ad un lavoro legato alle pecularietà individuali ed ai talenti, lasciando da parte la speculazione.

Dobbiamo quindi sostenere i lavoratori e non solo. Il lavoro sociale, per esempio, non dovrebbe essere fatto con mezzi coercitivi o polizieschi. Integrare le persone che vogliono essere parte del tessuto sociale vuol dire coinvolgerle in progetti di ampio respiro che utilizzino l’arte, nostra peculiarità nazionale, come mezzo principale, abituando le persone al bello e accompagnandole in un percorso di crescita o di rieducazione per un vero riscatto sociale.

15. Politiche del lavoro puntate alla valorizzazione dei talenti individuali, creatività e innovazione. Puntando all’obiettivo della piena occupazione, solo presidio di effettiva uguaglianza sociale, investimento prioritario sul capitale umano come risorsa per il cambiamento. Ripristino delle azioni di tutela e garanzia della sicurezza sul lavoro, delle garanzie previdenziali e di stabilità.

I governi passati, con le loro politiche, hanno creato un trasbordo della forza lavoro, delle capacità produttive e degli interessi collettivi alle grandi multinazionali, che hanno contribuito allo sfruttamento della manovalanza con contratti fantasiosi che riducono il compenso e non tengono conto delle capacità, del talento individuale, della creatività del lavoratore.

Tutto questo accompagnato da una minor attenzione alla sicurezza sui luoghi di lavoro, a minor garanzie previdenziali e ad una mancanza di stabilità. Uno Stato che delega l’obiettivo “Piena Occupazione” ai privati non può e non deve essere considerato uno Stato civile. Il ripristino delle azioni di tutela e garanzia in tutto l’ambito lavorativo sono una questione fondamentale.

Il progresso ci dà la possibilità di migliorare la produttività senza incappare nel concetto di competitività, utilizzando quello per cui il popolo Italiano è conosciuto nel mondo: la creatività. Per questo crediamo di dover tornare ad un lavoro legato alle pecularietà individuali ed ai talenti, lasciando da parte la speculazione.

Dobbiamo quindi sostenere i lavoratori e non solo. Il lavoro sociale, per esempio, non dovrebbe essere fatto con mezzi coercitivi o polizieschi. Integrare le persone che vogliono essere parte del tessuto sociale vuol dire coinvolgerle in progetti di ampio respiro che utilizzino l’arte, nostra peculiarità nazionale, come mezzo principale, abituando le persone al bello e accompagnandole in un percorso di crescita o di rieducazione per un vero riscatto sociale.

16. Riconoscimento del salario di cittadinanza alle donne per il lavoro casalingo e l’assistenza a bambini ed anziani.

Molto spesso, oggi, la donna si trova ad essere il fulcro della famiglia, che sia quella formata o di quella di provenienza poco importa.

Se si verifica un problema, è la donna che, molto spesso, in un modo o in un altro, si vede costretta a lasciare il lavoro per potersi dedicare all’assistenza dei figli, del coniuge o dei genitori anziani. Senza considerare che le difficoltà che si vengono a creare, pesano come una spada di Damocle sul budget familiare. Molto spesso si ricorre alle case di cura gestite dalle USL ma si deve fare i conti con la mancanza di posti, con l’aiuto quasi nullo che si riceve dalle Istituzioni e con i costi che comunque si devono subire.

Ecco che la donna decide di rinunciare al lavoro per potersi dedicare a quelle problematiche che invece dovrebbero essere di competenza dello Stato, ma che purtroppo lo stesso Stato non riesce ad arginare.

Il reddito di cittadinanza non ha basi logiche per i cittadini in età e condizioni idonee al lavoro, potrebbe averlo invece per chi è costretta a rimanere a casa per aiutare i propri parenti con difficoltà. Ovvio che questo vedrebbe un riconoscimento economico per chi dedica la vita ai figli, ai mariti, ai genitori. Magari gli stessi figli danneggiati dalle vaccinazioni, o gli anziani assoggettati a cure non idonee.

Le donne sono importantissime per questo paese ed è per questo che il movimento vuole riconoscere il lavoro casalingo, senza se e senza nessun ma.

18. Sostegno alle arti come mezzo privilegiato di espressione umana e di integrazione.

I governi passati, con le loro politiche, hanno creato un trasbordo della forza lavoro, delle capacità produttive e degli interessi collettivi alle grandi multinazionali, che hanno contribuito allo sfruttamento della manovalanza con contratti fantasiosi che riducono il compenso e non tengono conto delle capacità, del talento individuale, della creatività del lavoratore.

Tutto questo accompagnato da una minor attenzione alla sicurezza sui luoghi di lavoro, a minor garanzie previdenziali e ad una mancanza di stabilità. Uno Stato che delega l’obiettivo “Piena Occupazione” ai privati non può e non deve essere considerato uno Stato civile. Il ripristino delle azioni di tutela e garanzia in tutto l’ambito lavorativo sono una questione fondamentale.

Il progresso ci dà la possibilità di migliorare la produttività senza incappare nel concetto di competitività, utilizzando quello per cui il popolo Italiano è conosciuto nel mondo: la creatività. Per questo crediamo di dover tornare ad un lavoro legato alle pecularietà individuali ed ai talenti, lasciando da parte la speculazione.

Dobbiamo quindi sostenere i lavoratori e non solo. Il lavoro sociale, per esempio, non dovrebbe essere fatto con mezzi coercitivi o polizieschi. Integrare le persone che vogliono essere parte del tessuto sociale vuol dire coinvolgerle in progetti di ampio respiro che utilizzino l’arte, nostra peculiarità nazionale, come mezzo principale, abituando le persone al bello e accompagnandole in un percorso di crescita o di rieducazione per un vero riscatto sociale.

19. Nuova legge elettorale.

La Costituzione della Repubblica Italiana è la legge fondamentale dello Stato italiano approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre seguente. Fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 298, edizione straordinaria, dello stesso giorno, ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948. Consta di 139 articoli e di 18 disposizioni transitorie e finali. È quindi al vertice della gerarchia delle fonti nell'ordinamento giuridico della Repubblica.

Dal 1993 purtroppo il sistema proporzionale secco, descritto nella Costituzione, è andato a scemare lasciando il posto ad un bipolarismo che non ha prodotto buoni risultati. Se è vero che con il sistema elettorale sopra citato si andrebbe ad una frammentazione del voto, è anche vero che questo può essere l’unico modo per far sì che tutti i cittadini vengano rappresentati equamente. Ogni categoria di persone ha esigenze e caratteristiche che la distinguono e sicuramente quelle esigenze sono diverse le une dalle altre.

Un fruttivendolo non può avere gli stessi rappresentati di un metalmeccanico, così come un notaio non può averle rispetto ad un medico. Nel tempo, con il bipolarismo si sono creati due fronti che non sono riusciti a tutelare con il loro modus operandi tutti i votanti. Questo ha fatto sì che la gente perdesse fiducia nella classe politica e che non si sentisse più rappresentata da essa, assistendo ad uno scenario senza eguali. Da qui al tracollo dell’affluenza alle urne è stato un attimo.

E LA FIDUCIA NELLA CLASSE POLITICA ORMAI HA AVUTO IL SUO DECLINO.

L’obiettivo del movimento è quello di tornare ad un sistema elettorale proporzionale secco per far in modo che il popolo italiano abbia le proprie rappresentanze in Parlamento.

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