23Settembre

INDICAZIONI PER UNA POLITICA DI REALE CAMBIAMENTO DELL’ATTUALE STATO DI COSE

Prof. Ivano Spano

 

 

INDICAZIONI PER UNA POLITICA DI REALE CAMBIAMENTO DELL’ATTUALE STATO DI COSE

   

Il contenuto della democrazia non è che il popolo costituisca la fonte storica o ideale del potere, ma che abbia 'potere'.

Lo Stato Siamo noi.

 

E', questo, allora, il momento non più procrastinabile, per una azione collettiva capace di riappropriarci della nostra sovranità.

 

Rispetto alla situazione attuale, ricordando l'esito storico del referendum del Dicembre 2016 a difesa della Costituzione, nonché l’indignazione di una buona parte degli italiani rispetto alla legge Lorenzin sulla obbligatorietà delle vaccinazioni (legge anticostituzionale e lesiva della LIBERTÀ DI SCELTA TERAPEUTICA e, non da ultimo del diritto fondamentale all'educazione scolastica infantile) così l’evidente impontenza in merito alla modificazione della legge Lorenzin del defunto governo lega/5stelle,  è necessario riconoscere e credere fermamente che è sempre più in atto una crescita della COSCIENZA COLLETTIVA che annuncia con forza come l'attuale sistema non regga più la prova della storia (sistema che teniamo in vita grazie a potenti flebo che ognuno di noi contribuisce a pagare) e, quindi, la necessità di un cambiamento radicale di visione generale del mondo.

 

Dobbiamo conquistare ciò a cui collettivamente diamo valore!

 

Lo sviluppo della COSCIENZA collettiva, a partire dalla imprescindibile difesa della Costituzione e dalla reazione popolare verso leggi liberticide, richiama la necessità di interventi e azioni con carattere di urgenza, capaci di opporsi alle scelte e al governo della “partitocrazia” che è, lei sì, la vera anti-politica.

La politica scellerata di tutti i governi che si sono succeduti in questi anni, ha disposto tagli costanti della spesa pubblica sotto l’apparente miraggio della riduzione del debito  nazionale che, di fatto, è comunque in continua crescita e ha imposto la svendita del nostro patrimonio pubblicoartistico, culturale, paesaggistico e dei servizi sociali e sanitari più utili finiti e che finiranno nelle mani di multinazionali soprattutto estere, da noi non controllabili,  il cui scopo non è certamente quello di migliorare la nostra qualità della vita quanto quello di ottenere facili e consistenti profitti, capaci di far ingrassare ulteriormente il capitale finanziarioil grande colpevole della nostra crisi e delle nostre disgrazie, complici i nostri politici di carriera.

Intanto, il Paese vive una situazione di costante crisi, di riduzione delle possibilità di lavoro e di mantenerlo, una situazione di stabile e drammatica condizione di precariato dei nostri giovani, di impoverimento generale di una buona parte della popolazione, di riduzione dei servizi sociali e sanitari, del diritto allo studio e, potremmo dire, in generale, del “diritto ad avere diritti”.

 

Riprendiamoci, allora, quella sovranità che spetta al popolo, a ognuno di noi!

 

Gli obiettivi da raggiungere e le azioni da porre in essere hanno assolutamente, come detto, carattere di urgenza. Non possiamo aspettare che qualcuno dei nostri governanti si converta all’amore della vita e della natura e dei loro diritti, in tempo per fronteggiare l’attuale e drammatica situazione. Crediamo, fermamente, che le proteste e le iniziative di questi ultimi mesi a partire dalle lotte dei lavoratori per la difesa del posto di lavoro, piuttosto che dei diritti delle donne e di tutti i diseredati della terra,  configurino già la nascita di un NUOVO MOVIMENTO POPOLARE titolare del diritto e del dovere di essere parte del “Governo del Paese”, con precisi obiettivi condivisi, con una struttura e organizzazione capace di federare quante realtà sono presenti attivamente sul territorio per iniziative condivise come quella di poter partecipare, anche, come lista alle elezioni a tutti i livelli, con uno spirito di solidarietà universale rispetto ai bisogni dell’Umanità e della Terra, con un mandato revocabile da parte della maggioranza attiva del Movimento, mandato che si riconosce negli obiettivi imprescindibili quali:

 

  • Difesa della Costituzione e abrogazione delle leggi anti-costituzionali, degli atti conseguenti e di tutti i vincoli che limitano, anche, la sovranità politica, economica e monetaria, del nostro Stato: lo Stato Siamo Noi!
  • Affermazione indiscutibile della “libertà di scelta terapeutica” e riappropriazione del governo della salute,
  • Difesa della natura e delle risorse naturali (acqua in testa), dell’ambiente e della dimensione “locale” come valore storico, culturale, sociale ed economico, con autonomia di governo, nonché                                                                                                                                                                                                                                                                                                        risignificazione del ruolo degli Enti Locali, dei Comuni contro ogni provvedimento, anche europeo, capace di soffocare l'autonomia degli stessi enti e limitare pesantemente la partecipazione attiva dei cittadini alla gestione della “cosa pubblica”. L'impegno è quello di ridare alla COMUNITA' (cum munus – dono che si scambia) i suoi significati e i suoi valori,
  • Piano delle Grandi Opere, non certo quelle avviate e sbandierate dai governi che si sono succeduti dal ’90 a oggi, ma opere assolutamente necessarie e tali da produrre non un aumento ma un risparmio della spesa pubblica improduttiva quali, a esempio:
  • ° interventi estesi per il riassetto idrogeologico del territorio nazionale,
  • ° la salvaguardia boschiva e il ripopolamento dei boschi nonché una valida legge quadro per la montagna,
  • ° interventi per l’arresto del processo di desertificazione e bonifica del territorio agricolo dai pesticidi con totale miglioramento della qualità dei prodotti alimentari: via la chimica dal piatto!
  • ° recupero e valorizzazione dei Centri storici e di interesse ambientale e culturale e loro ripopolamento,
  • ° potenziamento e valorizzazione dei parchi e riserve nazionali e regionali,
  • ° risanamento energetico delle abitazioni con piani di intervento comunali,
  • ° piani casa comunali con incentivazione alla realizzazione di “condomini solidali”,
  • ° sviluppo del progetto “comuni virtuosi” e del progetto “Territori zero” per

una società a emissioni zero, rifiuti zero e chilometri zero”,

  • ° sostegno alle imprese industriali e artigianali che utilizzino risparmi energetici ed energie pulite, materiali riciclabili e realizzino prodotti durevoli e sviluppo del lavoro, nonché incentivi allo sviluppo della Cooperazione giovanile nei settori indicati e, più in generale, di un modello di economia non di mercato, ma con mercato, di prodotti di alta qualità, capaci di soddisfare i bisogni collettivi imprescindibili, quindi una economia dell' “abbondanza ma frugale” e altri interventi mossi dalla stessa filosofia, capaci di produrre miglioramento della qualità della vita e benessere collettivo,
  • Dichiarare odioso e detestabile il debito pubblico e rilanciare la spesa pubblica, nei settori strategici indicati nonché nella scuola e nella sanità contro, comunque, ogni processo di medicalizzazione di tutte le fasi della vita. Si ricorda, per questo, che il debito lo abbiamo già abbondantemente pagato e che, in questo periodo, diamo alle banche, nostre presunte creditrici, circa 3.500 euro al secondo di interessi e interessi sugli interessi per una cifra giornalieri superiore a 300 milioni di euro. E, poi, “i soldi non ci sono”! Ovviamente non per le banche ma per noi!
  • Da qui anche la riappropriazione della Banca d’Italia ceduta dagli anni ’80 ai privati, ovvero della sovranità monetaria e tendenziale risarcimento di quanti truffati e spogliati di ogni avere dalle Banche stesse (venete, in testa).

 

  • Ancora, un nuovo patto tra Nord e Sud in grado di ricostruire idealmente e materialmente il nostro Paese senza misconoscere e avvilire le specifiche vocazioni delle diverse aree geografiche, delle diverse realtà locali.

L’autonomia del Sud deve essere fondata sulla capacità di includere, ovvero di fare del Sud e dell’Italia il punto in cui l’Europa incontra, tramite il Mediterraneo, il Sud e l’Est del mondo, Mediterraneo che da molto tempo a oggi è il territorio che i potenti del mondo hanno ridotto a luogo delle guerre guerreggiate più durature e destabilizzanti del nostro pianeta.

  • Una medicina poi non difensiva e medicalizzante ma proattiva, di supporto alle capacità regolative del soggetto e della comunità, nonché a un modello distribuito di medicina del territorio.

-  Anche per la scuola è importante ricostruire il significato e le pratiche di una “Comunità educante”, riqualificare la figura dell’insegnante e del docente, la formazione e la didattica non tanto sulla base della valutazione (Abolire l’Invalsi) quanto sull’apertura al mondo, sui significati complessi dell’esperienza umana, sulla ricostruzione dei processi storici e la capacità di problematizzare la realtà, sulla acquisizione di quella capacità non solo di apprendere ma di essere in grado di “apprendere ad apprendere”.

E’ venuto il momento di parlare con franchezza di “slow education” cioè di una scuola di base che senza fretta aiuti il bambino a sentirsi parte della natura e del creato, a conoscere le stelle, ad amare le belle storie lette a voce alta da adulti amati, a distinguere non solo Jovanotti da Vasco Rossi ma anche Mozart da Rossini, a fare grandi dipinti pieni di colore e a sporcarsi le mani, a superate, di fatto, la frattura tra tempi storici e tempi biologici.

Vi è, poi, e non da poco tempo, un attacco pesantissimo alla condizione infantile. Per desriverla bastano 2 dati: 20 anni fa si documentava che vi era un bambino autistico ogni 2.000 nati e oggi siamo a un bambino autistico ogni 90 nati; oggi, poi, si conta che 1 milione e 700mila bambini siano in cura psichiatrica e che la sindrome più diffusa sia la depressione. Ai lettori di questo documento le considerazioni in merito!

  • Da ultimo, ma non ultimo, il grave problema della informazione 5G intesta.

In questa sede si vuole solo evidenziare un processo di base a cui tutti i linguisti,  di qualsiasi orientamento teorico e filosofico, fanno riferimento e cioè che di un messaggio non è tanto il contenuto che è fondamentale quanto la modificazione dei comportamenti che il messaggio induce.

Un popolo, quindi, sempre più standardizzato, omologato ed eterodiretto dai poteri forti. Lo chiamano “populismo”.

In tutto questo si palesa una politica sociale e culturale tesa a negare concretamente il principio fondamentale che regge la possibilità della vita umana stessa e del suo divenire: LA DIVERSITA’.  

                           

 

                                               ORA

NON BASTA AVERE SOLO LA SALUTE PERSONALE E COLLETTIVA

ma attivare tutte le condizioni perché ci sia una buona salute

e un benessere conseguente per tutti.

 

E’, questo, il momento per cui risulta indispensabile concorrere da parte di quante associazioni, gruppi, comitati, organizzazioni…che si pongono l’obiettivo di cambiare realmente l’attuale stato di cose, nella possibilità di riconoscersi in un progetto di azione comune/condiviso pur mantenendo la reciproca identità e peculiarità.

 

E ALLORA, UNENDOCI,

TUTTI INSIEME POTREMMO ESSERE PROTAGONISTI

DI QUESTA POSSIBILITA’.

 

 

CONTATTI e ADESIONI

Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tel. 339 3399853

Testo consigliato: Ivano Spano “Per l’auto governo della società civile.

                               La politica che cè ha bisogno di una cosa sola:

                               la politica che non cè”, Nexus Edizioni

 

L’invito è verso tutti al fine di diffondere questo documento e suggerirne l’adesione!

 

video intervista al prof. Ivano Spano

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